Ieri pomeriggio, tra le cinque e le sei del pomeriggio, ci siamo nuovamente riuniti nella Baita degli Alpini di Pagnacco per conoscere Federico Garberoglio e il suo simpaticissimo libro, Le nuove avventure di Cappuccetto Rosso.
Per qualche strano disguido del passaparola si è dato ad intendere che il libro fosse dedicato a una fascia di bambini e bambine di età inferiore al solito, il che ha provocato una repentina ritirata, o meglio, l'assenza, di alunni e alunne del secondo ciclo delle elementari. Peccato: si sono persi una rappresentazione spiritosa e leggera, e assolutamente adatta a tutte le età.
Tuttavia, anche così il pubblico era decisamente nutrito, e la popolazione più giovane contava oltre trentacinque presenze.
Ad allietare la recitazione, ancorché supportata da una copia del testo, due giovani studenti del conservatorio, Giulio e Pietro Savonitto, rispettivamente al violino e all'oboe, a sottolineare la natura classica della bella favola, che dell'originale ha comunque conservato soltanto i due personaggi principali, Cappuccetto Rosso e il Lupo Cattivo.
Anche stavolta, a far compagnia all'autore, che indossava una lunga barba bianca e l'inconfondibile copricapo di Mago Merlino su capigliatura argentea, Carolina - Cappuccetto Rosso e Simone - Lupo Cattivo, nonchè Gabriella - Occhiofisso il gufo.
Ci siamo nuovamente divertiti a confezionare costumi e scenografie: mantelli e cappucci, lunghe orecchie, naso e coda, un gufo-peluche di tutto rispetto, ma anche una barca, una radura e uno stagno, su cui troneggiava un coloratissimo arcobaleno.
L'animazione della favola è proceduta con la solita verve: nessun impaccio, ma grande spontaneità e una certa competenza attoriale che si fa di volta in volta più consapevole.
La lettura drammatizzata di bambini per bambini è una grande trovata: immerge con molta più facilità, rende partecipe il pubblico e permette una condivisione altrimenti difficile da ottenere. Sentire che sono i bambini a leggere, e bene, fa pensare che altri bambini lo possano fare, e che possano divertirsi mentre lo fanno!
Le risa, gli applausi, le risposte assennate, tutto ha contribuito a confermare che il piccolo pubblico apprezza.
E' una gioia sentirsi chiamare per un saluto all'arrivo, o dopo la merenda, con la promessa di rivederci al prossimo appuntamento, e a me resta la speranza, che è quasi certezza, che ogni nuovo incontro sia un evento atteso.
Molti, anzi moltissimi, i disegni consegnati per la partecipazione al concorso, che daranno un bel daffare ai giurati designati.
Alessandro Pezzot, assessore all'ambiente del Comune, in vece di Annalisa Filipponi ha scambiato qualche parola con i bambini presenti, chiedendo loro di dargli dei suggerimenti, ove lo ritenevano, per migliorare i servizi del Comune.
Per nulla imbarazzati, lo hanno ascoltato attentamente. Non mi stupirei se la sua richiesta cortese avesse messo in moto 'piccole' elaborazioni di menti sveglie e a volte fin troppo collaborative...
sabato 20 novembre 2010
sabato 6 novembre 2010
Terzo appuntamento della rassegna: conosciamo Agata
5 Novembre, ore 16, Pagnacco.
La nebbia che avvolge il paesaggio ci introduce già nella sceneggiatura.
E' un novembre molto simile a quelli raccontati da Nicoletta Parigini nel suo bel romanzo, a Sabbiafine, anche se le ragazze che riempiono la sala della baita degli Alpini sono più giovani della protagonista del libro.
Non ci lasciamo intimorire dai gusti della platea, e in qualche decina di minuti tre scene sono pronte ad illustrare altrettanti passaggi.
Con grazia e disinvoltura Nicoletta illustra la trama che, accanto allo sviluppo della vita della ragazza insieme alla nonna, prevede anche dei momenti di suspance legati ad un misterioso congegno sistemato in speciali scarpette da ballerina.
Gli occhi delle bimbe in sala sono diventati enormi; qualche bambino più grande, ma soprattutto maschio, si interroga sulla remota possibilità di metterlo a punto.
Sono la più anziana del gruppo, e la parte della nonna tocca a me.
Seduta ad un piccolo tavolo coperto da una tovaglia ricamata e inamidata, con alle spalle un vasetto di penseé bordeaux, inizio la mia performance in compagnia di Nicoletta - Agata.
Il piccolo pubblico segue in silenzio anche quando ci spostiamo nel secondo set, fra i bauli e gli scatoloni di una soffita stranamente in ordine. Rispecchia la pulizia di Lidia, e le sue priorità.
Ma la scena che strappa i maggiori applausi è quella fuori dalla palestra.
Nicoletta-Agata e Carolina-Cecilia sono una accanto all'altra sulla panchina verde.
Cecilia, in tutu e scarpette a punta, gesticola e si infuria mentre ascolta il resoconto dell'amica sulle prime battute del thriller, ancora sconosciute a nonna Lidia.
Insomma, un altro piccolo successo.
Domande intelligenti, bambini interessati, qualche libro venduto, che potrà, ci speriamo, diventare il biglietto da visita per un piccolo mondo incantato.
Perchè la fantasia ha ali di farfalla.
La nebbia che avvolge il paesaggio ci introduce già nella sceneggiatura.
E' un novembre molto simile a quelli raccontati da Nicoletta Parigini nel suo bel romanzo, a Sabbiafine, anche se le ragazze che riempiono la sala della baita degli Alpini sono più giovani della protagonista del libro.
Non ci lasciamo intimorire dai gusti della platea, e in qualche decina di minuti tre scene sono pronte ad illustrare altrettanti passaggi.
Con grazia e disinvoltura Nicoletta illustra la trama che, accanto allo sviluppo della vita della ragazza insieme alla nonna, prevede anche dei momenti di suspance legati ad un misterioso congegno sistemato in speciali scarpette da ballerina.
Gli occhi delle bimbe in sala sono diventati enormi; qualche bambino più grande, ma soprattutto maschio, si interroga sulla remota possibilità di metterlo a punto.
Sono la più anziana del gruppo, e la parte della nonna tocca a me.
Seduta ad un piccolo tavolo coperto da una tovaglia ricamata e inamidata, con alle spalle un vasetto di penseé bordeaux, inizio la mia performance in compagnia di Nicoletta - Agata.
Il piccolo pubblico segue in silenzio anche quando ci spostiamo nel secondo set, fra i bauli e gli scatoloni di una soffita stranamente in ordine. Rispecchia la pulizia di Lidia, e le sue priorità.
Ma la scena che strappa i maggiori applausi è quella fuori dalla palestra.
Nicoletta-Agata e Carolina-Cecilia sono una accanto all'altra sulla panchina verde.
Cecilia, in tutu e scarpette a punta, gesticola e si infuria mentre ascolta il resoconto dell'amica sulle prime battute del thriller, ancora sconosciute a nonna Lidia.
Insomma, un altro piccolo successo.
Domande intelligenti, bambini interessati, qualche libro venduto, che potrà, ci speriamo, diventare il biglietto da visita per un piccolo mondo incantato.
Perchè la fantasia ha ali di farfalla.
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